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Visualizzazione dei post da novembre, 2022

Panchine

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    Qualche mattina fa ho aperto la porta finestra per areare casa e sono stata sovrastata da un immenso stormo di uccelli. Volavano all’unisono verso paesi caldi e lontani e regalavano agli osservatori uno spettacolo memorabile. Poco dopo il cielo si è ritinto d’azzurro e un’ultima pennellata di pochi volatili ritardatari lo ha attraversato. Quale foga, quale determinazione c’era in quel gruppetto di ultimi che tentavano di raggiungere il resto dell’opera d’arte. Noi donne siamo un po’ così, ci affanniamo talvolta goffe per non restare troppo dietro all’agile stormo dei maschi, le più illuminate ringraziano le conquiste di tutte coloro che prima di noi ci hanno spinto verso i caldi paradisi. Azzerare le iniquità di genere è il quinto degli obiettivi globali dell’ONU per il 2030, un nobile paese caldo da raggiungere. Ma prima, azzeriamo le violenze di genere e diciamolo il 25 novembre su tutte le panchine del mondo. [Foto: panchine cubane]

Ricordi di neve

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 Avevi sceso infinita neve. Ti avevo guardato volare su quello slittino d’altri tempi, il nostro slittino, invidia di molti. Gelavo nel mio tutone mentre tu correvi rosso e accaldato. Guardarti e respirarti non aveva prezzo.  “Non resisto più”, ti ho detto, alla fine. Mi hai risposto "Va bene", ma si leggeva sul tuo volto che avresti fatto volentieri altre venti discese. Hai agganciato il filo per tirare la slitta con le tue manine, hai guardato con gioia i gatti delle nevi in partenza e ci siamo incamminati salutando la luna, era solo uno spicchio nel cielo, eravamo solo una mamma e il suo bambino nel freddo affettuoso.

Quel gesto che nutre

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   Un semplice gesto un’offerta d’amore l’amore che è vita che è cibo e tepore. Ti guardo ti inclino e poi ti avvicino ti offro me stessa un’eterna promessa che io ci sarò per te nel bisogno saprò come fare come fossi in un sogno. Ti attacchi e ti sento ed è come volare ti nutro e sento che lo voglio fare. Se tu mi rifiuti non capisco più nulla isteria, quella pura, alcunché più mi culla. Magari tu solo non riuscivi a attaccarti ma per me era la fine non riuscire a calmarti. Gridavi e piangevi un pianto disperato ma rieccoci insieme e il caos si è placato. Sospiro profondo mi rituffo nel mondo ti vedo serena in estasi piena e allora penso che in quella mezz’ora la bolla in cui sono è una super dimora. Voglio stare qui per sempre con te vorrei che quest’attimo durasse per tre ma so che là fuori mi aspetta altro mondo un compagno, un gran figlio e tutto l’intorno. Basta piccina va bene così, tu dormi beata e ricomincio da qui.

Buoni propositi ottobrini

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 Ottobre è una marca di brillantina. La natura luccica di colori nel suo spegnersi lentamente e speriamo poi ci resti un po' di energia per accenderci dentro noi.  Ottobre è fatto per lasciar andare, è fatto per accettare, che è ben diverso dal rassegnarsi. Chi accetta accoglie le difficoltà che ci sono, chi si rassegna trattiene e in quello sforzo di controllo su ciò che non può controllare non riesce ad amare. Settembre è sempre un tumulto, si riparte e si fatica, a ottobre son le prime tisane e le foglie variegate a ricordarci che dopo la raccolta fuori è tempo di raccoglierci in noi. E lì dentro scoprire, capire, anche solo stare con tutto quello che c'è. Ecco allora, buona raccolta.