Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2022

Barcollo ma non mollo

Immagine
 Barcollo ma non mollo! E chi l’ha detto? Perché questa frase ha un senso a qualsiasi costo? In tempi di ’Big resignation’ questa frase ha ancor meno senso che prima. Non bisogna stare in una scatola a tutti costi, ma soltanto finché il fastidio di starci è meno di tutto quello che in quella scatola c’è di bello per noi.   Non languiamo, ma pensiamo a cosa comporti saltarne fuori, proviamo ad arrampicarci sul limite che divide il qui dal lì e studiamo quello che per noi c’è, adesso, nel qui e nel lì. Studiamo a fondo ciò che è meglio prendere o lasciare, studiamolo bene. Per tutto ciò in cui possiamo farlo, questa è la opportunità più potente che abbiamo, non sprechiamola, usiamola con cura. Be sure to quit, be sure to stay . Cerchiamo la nostra soluzione, costruiamoci il piano che in questo momento va meglio per noi, senza colpi di testa ma con tanto cuore ragionato, esiste anche quello. Nel 2021 sono nate espressioni quali 'pandemic languishing', 'big quit', Yolo...

Il piccolo naviglio

Immagine
   Camminare lungo il naviglio Martesana è un vero toccasana. Ci ho respirato l'arrivo della primavera, dopo l'interminabile autunno-inverno 2020-2021, inebriandomi dei suoi profumi per la stradina che lo costeggia. Profumi che sono di fiori, di cibi esotici e nostrani sul fuoco, di caffè che sta salendo dalla moka e fugge dalle finestre e di tepore primaverile che arriva pian piano. L'ho percorso nel mezzo dei temporali estivi, con la mantella che mi teneva stretta e quel senso di felicità che solo l'estate mi dà. Nel costeggiarlo ho studiato l'arrivo di questo autunno, ne ho osservato i colori e l'umidità che ti si appiccica addosso, un po' timorosa di quello che avrebbe potuto ancora aspettarci (e infatti ci ha aspettato). Ora è di nuovo primavera inoltrata e sfrecciare in bici lungo questa vietta sull'acqua mi pulisce da tutto e mi fa tornare ragazzina. Qui ritrovo la Natura, i suoi cicli, il mondo intero -che in via Padova a Milano c'è- e ...

40 tulipani

Immagine
 Gli ultimi sono stati quaranta (ma siamo quasi a quarantuno!). Quaranta tulipani rossi fuori e gialli dentro, ma forse più all'incontrario. C'è stato lo sbocciare, il frizzare, l'esplodere, il maternare... questa è la decade della maturità, dove oltre al sorriso contano anche e soprattutto gli sguardi, che in questi anni abbiamo imparato sempre più ad esplorare, dietro alle maledette mascherine. Vorrei che questa fosse una decade di luci, di yoga e di chissene in bici (ma se serve, ci sono), vorrei fosse una decade di grasse risate e di impegno per le persone per cui mi tiro in piedi ogni mattina. In questa decade vorrei creare tante bolle di sapone e dentro una di loro infilarmici, per volare un po' più in su. Si cresce, si cresce, siamo in piena quarantolescenza, speriamo che sia lieve. [foto: Alchimilla nella decade dello sbocciare, che stanno vivendo ora i miei due nanetti preferiti]

BAM

Immagine
  Bam , un boato che mi ha accarezzato il viso in quel maledetto 2020. La biblioteca degli alberi e Piazza Gae Aulenti al suo fianco sono state il mio rifugio, la mia meta del cuore. Il Bam rappresenta il disperato bisogno di Milano di guardare avanti, cercare bellezza e spensieratezza. Questo luogo riesce ad essere avvolgente e immenso allo stesso tempo, è uno sposalizio azzeccatissimo tra modernità e natura, città e sostenibilità ed è entrato prepotentemente nell'anima di Milano e anche nella mia. È nato che ero già donna e mamma, non rappresenta le mie radici, non ci sono cresciuta eppure lo porto tanto dentro. È bello pensare che il futuro della città sia una culla per gli alberi, questo panorama completa la Milano che vorrei, con il Bosco Verticale come testimone delle sue promesse. In questa accoglienza e vastità io mi perdo e insieme mi sento a casa. Ci sono giardini e salici, fiori e chiostri, palazzi e fontane, una pista di atletica e altalene. Il suo campo fiorito ci ...