Via gli scarponi
Uno dei momenti più magici delle
esperienze in rifugio è l’atto di togliersi gli scarponi e indossare un paio
delle tante pantofole che sono lì ad accoglierti. E’ quasi un rito di
iniziazione, non sai quanti e chi abbia usato quei rettangolini fino ad oggi ma
tu te li infili e firmi così la tua approvazione ad uno stile di vita. Mi chiedo
se nonostante la pandemia abbia resistito quel gesto, che tanto i piedi non
respirano (per fortuna), o siano rimasti solo i tazzoni di caffelatte fumante
ad accogliere il viandante, ognuno coi suoi mocassini. Il fascino dei rifugi
d’alta quota in estate sta nel concederti un viaggio al polo nord partendo
dalla caldazza appiccicosa e senza prendere l’aereo, con tanto di pernottamento
in cielo. Che magia l’estate lassù.
Una delle immagini più incantate che porto nel cuore è di un rifugio molto
prima dell’alba, un manipolo di alpinisti che agganciano i ramponi e sparuti
lumini più su, che salgono verso vetta in cordata, come piccole lucciole
glaciali a disegnare il zig-zag della lotta con l’Alpe.
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