Appesi a un filo
Ricordo un Berlusconi di qualche decade fa lamentarsi per i panni stesi nelle vie di Genova
prima di quel maledetto G8, non gli erano piaciuti
perché raccontavano il disordine del popolo italiano, sapevano di popolare.
Io invece quei panni umidi li trovo preziosi perché sono storie appese ad
un filo, sono racconti di vita e di famiglia e sanno di fresco e di fatica. Mi
piace immaginare chi ci sta dentro quei colori e quelle dimensioni, perché in
quelle distanze tra un capo e l’altro c’è tutto un mondo di detti e non detti,
c’è tutto quel che conta.
Il 25 settembre è alle spalle e io mi sento proprio appesa ad un filo,
speriamo non si spezzi!

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