Non mi piace
Non mi piace quando parlate uno sopra l’altro e mi chiedete ascolto, “Mamma,
guarda!” da due lati differenti del mio intorno, la mia attenzione va in panne
e mi sento inadeguata anche solo per il fatto di essere una.
Non mi piace il primo giorno di vacanza, tutto è troppo e la fatica mi investe,
ogni volta mi sento pronta ad essere selvaggia e mostrarvi come si fa e ogni
volta invece poi mi aggrappo come un koala ad Antonio e mormoro che per me è
eccessivo. Non mi piace rientrare a casa e pensare che è finita la bolla che
poi è stata immancabilmente memorabile (ma non facile coi Mostri), dal secondo
giorno in poi, non mi piace la fine dell’avventura o forse non mi piace il
cambiamento che mi richiede ogni nuova sfida quando ha inizio.
Non mi piace che in vacanza Daniele si alzi la mattina e sgattaioli fuori
dalla tenda quando ancora sto dormendo, fino a ieri si accoccolava al mio
fianco e mi diceva: “Che bello mamma qui”, ora non c’è più tempo per nulla
prima di aggredire la giornata.
Non mi piace cercare nella mia borsa, sia quale sia comunque non ci trovo mai un tubo, non mi piace manovrare la super catena della mia bici che poi in fondo è lei che manovra me, non mi piace il vento anche se il clima stufo dell’uomo me lo propina sempre di più – e ha le sue ragioni sante. Questo è il solito gioco dei mi e non mi piace, me lo ha insegnato Amelie, ma c’è tanto altro che mi piace qui.
[foto: Pensieri su carta,
piccola pittrice anonima]

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