Tempo di un caffè

 Dal mio diario della maternità...

L’odore di caffè di domenica alle 11 di mattina quando scendi le scale del condominio ti fa sorridere amaramente, perché immagini chi se lo sta gustando appena sveglio quel lento caffè, mentre tu magari hai già cambiato tre volte la poppante e affrontato quattrocento giochi diversi con il fratellino, controllando allo stesso tempo che la piccola non morisse soffocata o da oggetti piccoli di proprietà del fratellino o direttamente dalle mani del fratellino. 

Ma poi ti ricordi quando senza figli ti svegliavi comunque alle sette del mattino per raggiungere qualche cima innevata e te ne fregavi una volta in viaggio del tempo di riposo perso. E allora forse in fondo anche questo percorso di maternità è un po’ quel tuffo nel passato lì, quella missione lì, basta lasciar andare (basta).

A proposito di caffè: quanto resterà nei nostri ricordi l’odore della moka dopo ogni pranzo in pandemia?

[immagine tratta dal sito di Flow magazine]


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