Yoga tribù
Nelle mie fantasie di ragazza mi immaginavo serafica a fare yoga al sorgere
del sole, ma in realtà non mi sono mai lanciata a provare, convinta che quella
Ricerca non facesse per me. Ho scoperto come spesso mi accade che le mie
prevenzioni erano sbagliate.
Ho praticato yoga per la prima volta durante la mia seconda gravidanza, più
per ritagliarmi uno spazio per me e la nascitura che per reale convinzione,
incredibilmente mi è piaciuto. Tempo dopo ho trovato una tana yoga a mia
misura, la maestra capace di ispirarmi davvero e allora è stato amore.
Lo yoga mi ha aiutato tantissimo durante la pandemia, ma non credevo
potesse aiutare anche i miei figli. Quando mi propongono tutti esaltati di fare
Il gioco dello yoga io sotto sotto sono più esaltata di loro: ci ritiriamo in
una bolla fatta di asana e risate e resto stupita da quanto i piccoli siano
bravi. Il tempo di tenuta delle loro posizioni è infinitesimale, ma credo sia
sciocco chiedere ad un bimbo di stare... eppure il loro flusso di
respiro e movimento è elegante, mi incanta.
Alla fine sì, in quella strana estate mi sono ritrovata a fare il saluto al
sole davanti al mare all'alba e il saluto nelle quattro direzioni sotto un
ulivo al tramonto e non era la mia immaginazione.
[Foto: Namasté, il gioco dello yoga]

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