Sipario

 Capita che ci chiedano come immaginiamo il nostro futuro e come lo desideriamo. È allora che io visualizzo sempre la stessa scena, che magari mai diventerà realtà ma adesso eccola qua: siamo io e la mia famiglia all’ingresso di un teatro greco, al cospetto di un tramonto siciliano, tanto bello che sembra sacro, un dono degli dei agli uomini.

Il mio uomo è abbronzatissimo e indossa una polo chiara, i miei ragazzi sono due baldi adolescenti, Daniele ci inebria ancora delle sue parole (aiuto) e Ambra mi guarda con dolcezza, ne capto le emozioni e i suoi non detti adolescenziali, riesco quasi a toccare la bellezza di averli ancora tutti e tre accanto.

Nel pomeriggio abbiamo gustato una granita al caffè e panna montata in uno di quei paesini magici e unici di quei luoghi, facciamo sia Scopello, ora assisteremo ad una tragedia greca, facciamo sia anche una commedia, purché ci lasci qualcosa di vero. Il vento soffia piano, la musica ha inizio trasportata dal profumo dei limoni, immagino i nostri sguardi rivolti verso il palco e allora mi sento in pace col mondo, come nei finali dei libri di Camilleri.

Con questa immagine si chiude anche questo mio pazzo esperimento, un anno di fanzine del giovedì che mi ha deliziato e portato indietro nel tempo, quasi fosse una caramella di quelle che gusta Ambra col sorriso “Questa caramella sa di Gesù bambino, mamma!” dice, anche se fuori è aprile.

Grazie anno creativo per esserci stato. Con piacere, mio caro blog, ti ho celebrato. Buon Natale e buone feste da Alchimilla a tutti, che siete belli e non brutti.

[Foto: tramonto, Telendos]


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