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Visualizzazione dei post da marzo, 2022

La baia del silenzio

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 Quanto può fare un'alba ligure nel silenzio? Era la fine di quella dannata primavera e il sole raggiungeva la mia pelle e il mio vestito preferito, avevo in mano Come un mare in un bicchiere  di Chiara Gamberale e assaporavo la baia con tutti i miei sensi, più sensi che mai. Ascoltavo il rumore del mare in alba, annusavo il profumo di sale e gabbiani, sentivo le carezze della sabbia sulle mani e dell'acquetta sulle caviglie, assaporavo il gusto di un caffè d'asporto con focaccia... e avevo questa vista qui. Quanto sei mancata nell’Inverno senza fine, mi mancavi tanto che la mattina ti sbirciavo di nascosto dalla webcam del comune di Sestri Levante. Ti contemplavo da quassù, ti sentivo dentro e mi sentivo lì fuori tutto d'un colpo. E sentendoti possibile stavo di nuovo bene. Che poi ora più che mai a pensarci un bel tetto sicuro è un lusso sfrenato (anche se sei obbligato a starci), purtroppo siamo figli dei tempi che corrono, corrono, corrono. Ma tu, baia, resti s...

Attraversar magnolie

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 C’è una piazzetta a Milano che in questo mese dell’anno diventa un dipinto. Lo scorso marzo non si poteva attraversare la città e così non ho potuto circondarmi della bellezza rosa di piazza Tommaseo. Quest’anno sono tornata ad ammirare le sue magnolie. E’ stato il libro per bambini A caccia dell’orso di Michael Rosen a insegnarmi cosa significhi veramente il verbo attraversare . “Non si può passare sopra, non si può passare sotto, dobbiamo passarci in mezzo”, affermano i protagonisti del libro. Forse vivere è un po’ avere la forza di attraversare. In questi giorni di orrore scatenato da un aggressore ho seguito il consiglio della mia amata giornalista Francesca Mannocchi e ho fatto un passo indietro, perché qualsiasi proclamo, qualsiasi certezza sarebbe forse di troppo. Ma poi ho anche deciso di fare il mio passo avanti, l’unico che per me abbia un senso al momento: educare i miei figli alla pace. Nel mostrare loro un Arco illuminato di giallo e blu, nell’abbracciare la mia ...

Milano

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 Milano malata Milano educata Milano che nutri con salde radici Milano da perdere la testa in bici Milano aperta che chiusa fai paura Milano che manchi in questa notte scura Milano che accogli sempre e comunque Milano che incanti con uno scorcio qualunque Milano che offri, che togli, che ammali Milano che avvolgi coi tuoi mille locali Milano d’acqua, di strade e caffè Milano di panettoni, lesso e saint honorè Milano alberata nella nebbia appiccicosa Milano di chi aspetta al lampione la morosa Milano bella in tram Milano mia Quanto ti ho amato in questa pandemia. Vedo città distrutte e se venissi distrutta tu? Non posso immaginare cosa provino Lassù. [Stop war, stop Putin]

Le polveri

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 Ci vogliono pensieri per stare bene, nonostante tutto. Ci vogliono pensieri che spostino il buio un po’ più in là, pensieri che ci diano ancora un senso. Non ci vuole indifferenza, non fraintendetemi, credo occorra occuparsi del mondo per quel che possiamo ma poi cercare di non impazzire, occorre anche immergersi nel proprio piccolo per costruire. Ci vogliono storie che tengano accese le stelle, come quelle che raccontava Calabresi in uno dei suoi libri più belli . Una delle mie stelle speranzose è Aurora, una chimica veneziana che ha studiato dove l’acqua ti pulisce i pensieri e poi si è innamorata della panificazione, tanto da creare un micro gioiellino a Milano che fa respirare. Aurora ha installato nella sua bottega un impastatore, un forno e una cella di lievitazione, li ha resi operativi e si è messa a cucinare con la pasta madre in un piccolo spazio che ha reso magico. Io l’ho annusato, l’ho osservato e l’ho assaggiato, poi l’ho amato. Aurora mi dà energia e non voglio...

Rosso

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 Mamma?  Dimmi tesoro.  Ma se il cuore si rompe si riesce ad aggiustare?  Dipende da quanto è grossa la rottura, piccolo mio.  Ma se, per esempio, si rompe solo un pezzettino si riattacca con l’appiccichina?  Mhmm… Guarda che bel tramonto, piccolo.  Sì, mamma, è rosso come il cuore. Ma il cuore rimane rosso anche se si rompe, mamma?  Non lo so tesoro mio. [foto: Montescudaio]